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Mundimago

lunedì 1 giugno 2009

prova della Terra futura




Diritti alla prova della Terra futura
Lucia Alessi

Un incontro, che ha visto riuniti esperti internazionali di teoria economica e sociale, per riflettere sul rapporto tra sviluppo e diritti apre la prima giornata di Terra futura, grande fiera dell'economia solidale e del benvivere. Relazione introduttiva affidata a Saskia Sassen, la teorica delle città globali.

«Estendere i diritti sociali per far crescere l’economia». Questo il titolo di uno degli incontri di apertura della prima giornata di Terra futura, la mostra convegno internazionale per le «buone pratiche di vita, di governo e d’impresa, verso un futuro equo e sostenibile» che da oggi fino a domenica 31 maggio colorerà gli spazi della Fortezza da Basso a Firenze. Un incontro, che ha visto riuniti esperti internazionali di teoria economica e sociale, per riflettere sul rapporto tra sviluppo e diritti sociali e umani, analizzando soprattutto le relazioni di causa ed effetto che li tengono imbrigliati nelle maglie della stessa rete.
E’ toccato a Saskia Sassen, sociologa ed economista di origine olandese, tracciare la panoramica generale di questo particolare momento storico economico, violentemente subissato dalla crisi finanziaria, ma che invece potrebbe sfruttare a proprio vantaggio crisi di altro genere, come quella ambientale. «Questa crisi apre un buco che si sta già richiudendo. I governi intervengono per ristabilire lo status quo messo in ginocchio dal crollo della finanza – spiega. La crisi ambientale, invece, è la vera opportunità: non sarà invocando i diritti, neanche i più indiscussi, a far cambiar le cose: ma le azioni pratiche, concrete che mettiamo in campo». Un livello locale che può diventare sottomissione se fondato sulla finanza, ma anche occasione se fondato su sui principi della sostenibilità ambientale. Un greening, insomma, che ancora una volta promette, e poi mantiene, grandi cambiamenti, a partire dall’incremento occupazionale, il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni sociali. «L’anno scorso negli Usa circa 800 amministrazioni locali hanno preso provvedimenti in netto contrasto con la normativa nazionale: per necessità di tipo ambientale è stato messo in discussione tutto il sistema locale», continua Sassen, «se il trilione di euro iniettato nelle grandi banche, fosse stato invece distribuito per le 7000 piccole banche degli Usa, quella sarebbe stata una vera risposta alle tante crisi», conclude.
«La storia dell’umanità evidenzia un rapporto molto stretto tra diritti e sviluppo: – interviene Massimo Livi Bacci, antropologo e demografo – basti pensare al diritto alla salute: nei paesi poveri e poco sviluppati non esiste alcun diritto all’assistenza sanitaria, così come il diritto alla mobilità, oggi garantito dalle Costituzioni nazionali, ma, per esempio, negato sotto il fascismo dalle leggi contro l’inurbamento», verso le quali il governo Berlusconi sembra oggi nutrire una curiosa ammirazione nostalgica.
Quasi 8 milioni di stranieri irregolari presenti in Europa e 100 milioni di persone scese al di sotto del fabbisogno nutrizionale tra il 2007 e il 2008, «dovute soprattutto alle manovre speculative sui prodotti alimentari essenziali come mais, grano, soia», sottolinea Francois Houtard, sociologo belga, illustrando il famoso grafico a imbuto sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, dove l’82,7 per cento della ricchezza mondiale risulta concentrata nelle mani del 20 per cento della popolazione.
La «rabbia» e il «coraggio» che Sant’Agostino considerava figli della ‘speranza’, hanno permesso a Stefano Zamagni, economista, di riassumere l’incontro: «Non capisco lo stupore per una crisi che i più grandi premi Nobel per l’economia avevano previsto da anni; né capisco la fiducia nelle soluzioni degli stati mondiali, che sono stati parte attiva nel determinare la crisi. Confido molto, invece, nel coraggio della società civile di riappropriarsi del pubblico, sottraendolo allo stradominio dello stato e al potere di costruire un mercato diverso, contrapponendo all’economia capitalista un’economia ‘civile’», conclude.
Grandi accuse agli stati ‘sovrani’, quindi, dove l’unico potere realmente rafforzato da questa crisi sembra essere l’esecutivo, quello meno rappresentativo, affossando l’effettiva funzionalità degli strumenti legislativi, che a oggi risultano fin troppo in linea con le indicazioni dei vari governi mondiali.
Non a caso, l’unico importante provvedimento a favore dei sistemi differenti di economia, è stata una risoluzione del Parlamento europeo dello scorso 19 febbraio, quando è stata approvata e riconosciuta la centralità dell’economia sociale in risposta alla crisi, per mano di un organo non strettamente legato ad alcun esecutivo e perciò maggiormente indipendente e rappresentativo dei bisogni dei cittadini.
Una proposta concreta per rispondere alla crisi arriva anche da Tonino Perna, economista e sociologo, che pensa alla crisi anche come opportunità di sostituire la cassa integrazione, «molti disoccupati e pochi mantenuti statali», con la settimana corta «che garantisce alta occupazione, e produttività», permettendo allo stato di investire in servizi e incentivi ben distribuiti.
E’ stata proprio la distribuzione equa di persone e risorse economiche, quindi, una delle principali preoccupazioni emerse dall’incontro, causa ed effetto delle tante disuguaglianze contro cui lottare.

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2 commenti:

  1. interessanti argomentazioni che per passare dalla teoria ai fatti - come auspicavano gli studiosi intervenuti- ci mettono così tanti secoli che, quando finalmente è il momento, è tardi!
    in particolare sostengo la settimana lavorativa corta: più lavoro per tutti, meno stress per tutti quelli che riescono ad avere il posto di lavoro e meno stipendio che si campa lo stesso, tanto la metà dei soldi che spendiamo sono soldi spesi in cose di cui si può fare a meno. un particolare: ma la cultura e la mentalità di massa è pronta a questi cambiamenti?
    ah! bel blog, complimenti e grazie per essere diventato un mio lettore fisso!!

    RispondiElimina
  2. sostengo anke io la settimana corta
    - LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI -
    GRAZIE DEI COMPLIMENTI E X IL SOSTEGNO , CIAO ...........

    RispondiElimina

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